Andre Rossi: il fallimento non e’ un’opzione

Rossi_84La predisposizione di un nuovo impianto da 1MW presso gli stabilimenti di un cliente della Industrial Heat sta generando grandi aspettative e molta curiosita’.
Andrea Rossi in persona conferma l’importanza dell’esito positivo di questo progetto a cui sta lavorando incessantemente, e non si preoccupa nemmeno troppo di celare la tensione che sta accumulando nel frattempo.
Il suo blog tenuto sul Journal of Nuclear Physics, ormai da anni per noi che lo seguiamo ricopre un ruolo importante per apprendere novita’ riguardanti l’E-Cat e soddisfare la nostra sempre crescente curiosita’.
Oggi un lettore che si firma Georgehants ha postato un quesito interessante.
Il lettore chiede a Rossi dopo tutti questi anni di duro lavoro, quale sia il traguardo piu’ importante e di maggior soddisfazione che sta cercando di raggiungere. Georgehants chiede se questo obiettivo sia il completamento dell’impianto da 1MW per il cliente.
La risposta di Rossi non si fa attendere. Rossi spiega che una volta che il contratto stipulato tra la Industrial Heat e il loro Cliente per l’installazione dell’impianto da 1MW sara’ totalmente soddisfatto, completato e pagato, questo sara’ il primo impianto nella storia a creare veramente energia durante un processo industriale. Questo sara’ il vero “game changer” nella storia della produzione energetica, ed e’ per questo, dice Rossi, che non ha tempo per altro in questo periodo. Infatti, prosegue, ha bisogno di concentrarsi al massimo poiche’ il fallimento non e’ un’opzione, e i problemi che emergono quotidianamente devono essere risolti in modo da consolidare la tecnologia.
Dopo questa spiegazione, Rossi conclude affermando: “Io voglio che questa magnificenza fatta dal nostro Team sia perfetta“.

La verita’ sulla visita di Bill Gates all’Enea

Bill Gates_2Dopo le notizie diffuse nei ultimi giorni, una piccola doccia fredda ridimensiona i nostri entusiasmi.
Nei giorni scorsi, dopo aver saputo della visita che il fondatore di Microsoft ha compiuto il 12 novembre presso i laboratori Enea di Frascati, si erano accese le nostre speranze in un grosso finanziamento da parte del magnate americano (nonche’ uno degli uomini piu’ ricchi del pianeta), donazione che avrebbe dato una boccata di ossigeno alla ricerca italiana e in particolar modo alla ricerca sulla fusione fredda.
Nelle ultime ore pero’ queste notizie sono state parzialmente smentite.
Leggendo E-Cat World abbiamo appreso maggiori dettagli sulla visita di Gates presso l’Enea.
Sul sito e’ stato pubblicato un post di Joe Shea che riferisce quanto ha saputo contattando la Bill and Melinda Gates Foundation (le notizie riferivano di un possibile grosso finanziamento da parte della Fondazione all’Enea).
Shea ha avuto una conversazione con un’addetta stampa della Gates Foundation (Lydia Walker), da cui ha saputo che la Fondazione non ha e non avra’ alcun ruolo nel fornire soldi per la fusione fredda.
Dopo questo colloquio Shea e’ stato ricontattato direttamente da Jonah Godlman, Director of Communications dell’ufficio personale di Bill Gates. Godlam riferisce che Gates si trovava a Roma e all’Enea per un viaggio personale, per apprendere in prima persona maggiori dettagli sulla ricerca innovativa che si sta compiendo presso l’agenzia italiana. Nel corso della visita  e’ stato coperto un ampio raggio di argomenti, e Gates non l’ha svolta quale rappresentante della fondazione e non ci sono nemmeno progetti riguardanti finanziamenti o partnership di altro tipo tra l’ENEA e la Fondazione.
Quindi, ricapitolando: la Gates Foundation non e’ coinvolta in alcun modo a quanto riportato nei giorni scorsi, quindi le notizie stampa diffuse sarebbero errate. Tuttavia non sarebbe da escludere che Bill Gates in persona faccia un investimento a titolo personale visto il suo interesse sul tema.
Quali novita’ invece da parte di Andrea Rossi?
Il nostro inventore, sempre piuttosto puntuale sebbene conciso, nel rispondere ai lettori del suo blog sul Journal of Nuclear Physics, ci informa che un nuovo report verra’ pubblicato. Questa nuova relazione riguardera’ il funzionamento dell’impianto da 1MW utilizzato dal cliente della Industrial Heat dopo un anno di utilizzo regolare di tale impianto, quando si sara’ in grado di dare (forse) prova della reale convenienza dell’impiego della tecnologia.
Ancora una volta ci troviamo legati a speranze piu’ che a fatti concreti dunque. Ma tutto lascia presagire che qualcosa di positivo accadra’ in un futuro non troppo lontano.

Andrea Rossi su Panorama e CNN

Rossi_82Improvvisa grande visibilita’ per Andrea Rossi e la sua invenzione per eccellenza, l’ E-Cat.
In tanti avevamo notato nelle ultime settimane il silenzio dei mass media riguardo alla pubblicazione del Lugano Report, ed ecco che improvvisamente, nell’ultimo paio di giorni, Rossi sembra essere diventato l’uomo del momento.
Non che la sua figura non sia piu’ controversa, in tanti sono ancora perplessi sulla validita’ del suo lavoro e sull’esistenza della fusione fredda in genere, ma se non altro ora chi vuol essere informato non puo’ piu’ ignorare la sua esistenza.
Partiamo prima di tutto dalla Francia.
Un popolare sito francese, Contrepoints.org, ha pubblicato un articolo scritto da Jean-Pierre Cousty intitolato “Cold Fusion: the cat (E-Cat) is finally out of the box”. L’articolo parla in maniera positiva del rapporto redatto dall’ITP (Indipendent Third Party) e sottolinea l’importanza delle LENR per il nostro futuro.
Anche Andrea Rossi ha apprezzato pubblicamente l’articolo, ringraziando la rivista dalle pagine del suo blog sul Journal of Nuclear Physics.
Ora spostiamoci negli Stati Uniti.
Grazie ad un post apparso sempre sul blog di Rossi, scopriamo che il sito della CNN ha parlato in maniera piuttosto lusinghiera di Andrea Rossi, definendo le LENR l’arma segreta di Obama. Per chi fosse interessato, ecco il link all’articolo:
http://ireport.cnn.com/docs/DOC-1187686?ref=feeds%2Fnewsiest
E ora arriviamo all’Italia.
Questa settimana Panorama ha pubblicato un lungo articolo scritto da Raffaele Panizza su Andrea Rossi dal titolo “Un fisico geniale?”  (v. foto).
Il pezzo riporta la corposa intervista (cosa rara visto la reticenza di Rossi) che Rossi ha rilasciato a Panizza.
Panorama pero’ non si ferma a quest’intervista, e pubblica anche la review al libro scritto da Vessela Nikolova che altro non e’ che la recente biografia di Rossi: E-Cat – The New Fire.
Sembra quindi che il 2014 sia stato un anno positivo per il nostro inventore.
Vedremo nei prossimi mesi se tutti i suoi progetti verranno coronati dal successo col funzionamento del nuovo impianto da 1MW e con l’approvazione del brevetto recentemente richiesta.

Nuova richiesta di brevetto per Andrea Rossi

Rossi_81Ringraziando E-Cat World per la segnalazione, scopriamo che Andrea Rossi ha presentato una nuova richiesta di brevetto, che e’ stata pubblicata dall’US Patent and Trademark Office for “DEVICES AND METHODS FOR HEAT GENERATION”.
Dal documento risulta che il titolare del brevetto e’ la Leonardo Corporation (con sede a Miami), mentre Andrea Rossi compare alla voce inventore e la Industrial Heat LLC figura come richiedente.
Questa richiesta di brevetto, resa pubblica solo questa settimana, e’ stata depositata in primavera, ed esattamente il 26 aprile del 2014.
Questo l’abstract:
A reactor device includes a sealed vessel defining an interior, a fuel material within the interior of the vessel, and a heating element proximal the vessel. The fuel material may be a solid including nickel and hydrogen. The sealed vessel may be sealed against gas ingress or egress and may contain no more than a trace amount of gaseous hydrogen. The sealed vessel is heated with an input amount of energy without ingress or egress of material into or out of the sealed vessel. An output amount of thermal energy exceeding the input amount of energy is received from the sealed vessel. The fuel material has a specific energy greater than that of any chemical reaction based energy source.
Vedremo se, e in che tempi, verra’ approvata.

E-Cat: che temperatura c’era in laboratorio durante il test?

ecat_51L’E-Cat non smette mai di generare curiosita’, soprattutto ora, dopo qualche settimana dalla pubblicazione del Lugano Report.
Le domande che raggiungono Andrea Rossi sul suo blog sul Journal of Nuclear Physics sono veramente tante, riguardanti sia l’esito della relazione fatta dall’Indipendent Third Party (ITP) che l’installazione di un impianto da 1MW presso gli stabilimenti di un cliente della Industrial Heat.
Andrea Rossi non si dilunga mai molto nelle risposte, lo sappiamo, ma stranamente e’ stato piuttosto preciso nel rispondere ad un lettore che gli ha rivolto una domanda decisamente interessante.
Nel post viene chiesto a Rossi in che modo era ventilata la stanza dove l’E-Cat ha funzionato per 24 ore al giorno per sette giorni su sette poiche’, basandosi dalle foto, l’ambiente sembrava di una grandezza normale. Quindi a questo lettore (che si firma Achi) e’ venuta la curiosita’ (peraltro condivisa anche da noi) di scoprire come ci si e’ liberati dal calore.
Rossi sembra aver gradito la domanda, e si congratula con Achi per avergliela posta.
Durante il test, dice Rossi, a Lugano era inverno, e a Lugano in inverno fa piuttosto freddo. Inoltre, aggiunge, il laboratorio e’ situato in una valle chiusa tra monti dove il freddo si fa sentire di piu’. Dalle foto non si puo’ vedere, continua Rossi, ma lungo il soffitto del laboratorio c’era una finestra lunga e grande che e’ rimasta aperta per la durata dell’esperimento (circa mille ore). In tal modo l’aria calda usciva dalla finestra superiore. Tuttavia il laboratorio (che Rossi afferma essere piuttosto grande) era scaldato a sufficienza da costringere le persone al suo interno ad indossare camicie; quando la temperatura esterna media registrata tra febbraio e marzo e’ stata tra i -5° e i +10° in laboratorio la temperatura era di circa 25°.
Sembrerebbe dunque un altro buon risultato raggiunto dal reattore creato da Rossi.
Vedremo nei prossimi mesi i risultati dei lavori di R&D che si stanno effettuanto sull’impianto da 1MW quali altri risultati porteranno.

L’E-Cat e i mass media

Rossi_79L’uscita del report redatto dall’ormai famoso Indipendent Third Party (ITP) dopo aver testato l’E-Cat sul lungo periodo ha ovviamente riacceso i riflettori su Andrea Rossi e il suo reattore. E, come da programma, e’ ripreso piu’ vivace che mai lo scontro tra detrattori e sostenitori dell’invenzione di Rossi.
La notizia non ha avuto grande risonanza sui mezzi di informazione canonici, anche se qualcuno l’ha menzionato.
Ad esempio il canale neozelandese New Zealand TV ne ha parlato intervistando il Professor Allan Blackman della Auckland University of Technology. L’intervista a dire il vero non e’ stata molto obiettiva, essendo Blackman molto scettico nei confronti dell’attivita’ di Rossi.
Blackman nel corso dell’intervista ha paragonato quanto fatto da Rossi alla storia di Fleischmann e Pons avvenuta 25 anni fa, aggiungendo di ritenere piuttosto improbabile che si possa ottenere fusione a temperatura ambiente.
In aggiunta al non molto lusinghiero contenuto dell’intervista (nonostante i risultati positivi dei test dell’ITP), e’ stata anche detta una menzogna, sostenendo che Rossi stia gia’ intascando dei soldi su ordini fatti da clienti online.
Per chi fosse interessato, e’ possibile trovare l’intervista completa qui:
http://www.3news.co.nz/world/scientist-claims-to-have-mastered-cold-fusion-2014101510
Un altro tono invece e’ stato assunto nell’intervista che John Maguire di Q-Universe ha fatto a Rossi e pubblicata su Cold Fusion Now.
Maguire ha cercato in tutti i modi di ottenere da Rossi maggiori dettagli sull’E-Cat, ma senza molto successo. Rossi infatti non si e’ sbottonato molto ne’ sull’esito del test condotto dall’ITP, ne’ sulle novita’ riguardanti l’E-Cat, dicendo che al momento la sua unica preoccupazione e’ concentrarsi sul funzionamento dell’impianto da 1MW.
Tuttavia una piccola precisazione viene fatta nel corso dell’intervista. Rossi infatti dice che secondo lui il COP del reattore era probabilmente piu’ alto di quanto trascritto nella relazione, poiche’, a suo parere, i tester son stati molto prudenti nei calcoli.
Parlando invece dell’impianto da 1MW Rossi rivela che l’impianto e’ continuamente sotto carico, e che ora e’ in funzione un sofisticatissimo sistema di controllo e, aggiunge, praticamente ora a far funzionare l’impianto e’ un ‘robot’.
Rossi conferma nell’intervista quanto gia’ aveva detto sul suo blog, ossia che ritiene ci vorra’ circa un anno prima di riuscire ad ottenere i risultati programmati e produrre un funzionamento continuo per 350 giorni all’anno.
Al momento sembra comunque che non seguiranno molte altre interviste ne’ conferenze stampa, e come Rossi stesso comunica tramite il suo blog (sul Journal of Nuclear Physics) al momento non puo’ fornire alcuna informazione aggiuntiva, in positivo o in negativo, sia sull’impianto e il lavoro di R&D correlato, che sul Report appena pubblicato.

Andrea Rossi: il mio compito e’ proseguire il mio lavoro di R&D

Rossi_76Il blog tenuto da Andrea Rossi sul Journal of Nuclear Physics e’ ultimamente vivacizzato soprattutto dalle molte domande inerenti sia l’imminente pubblicazione del report che terze parti indipendenti hanno redatto sull’E-Cat, che l’installazione dell’impianto da 1MW presso gli stabilimenti di un cliente al momento ignoto.
Riassumiamo quindi il contenuto di alcuni post da cui e’ possibile trarre qualche piccola informazione grazie alle risposte di Rossi.
Ad esempio un lettore chiede se sia saggio rivolgersi ad esperti esterni per farsi aiutare a controllare il sistema di controllo del calore per il nuovo impianto E-Cat. Rossi risponde che nel suo team ci sono esperti di tutti i campi necessari e se e quando hanno bisogno di ulteriore assistenza si rivolgono a specialisti esterni fidati. Ovviamente, dice Rossi, in queste circostanze si rivolgono a persone dotate della necessaria professionalita’.
Sempre a proposito dell’impianto che si sta installando da clienti, Rossi fa inoltre sapere che e’ in corso la risoluzione ad alcuni problemi, e che ci vorra’ almeno un anno prima di considerare la situazione consolidata.
Per quanto riguarda invece il report che sara’ pubblicato (speriamo) a breve, come Rossi tiene sempre a ricordare, sia che gli esiti siano positivi che negativi, molti lettori provano ad immaginare lo scenario che si aprira’ una volta che l’esito dei risultati di questi test indipendenti sara’ pubblico.
Infatti un lettore ipotizza, in caso di esito positivo, una tremenda pressione su Rossi e la Industrial Heat da parte della concorrenza, inclusi quanti potrebbero voler sottrarre i segreti della tecnologia E-Cat.
La risposta di Rossi e’ particolarmente interessante, perche’ in questa occasione Rossi sembra essere meno ottimista del solito. Infatti sostiene che, in caso di fallimento, le conseguenze sarebbero devastanti. Ma lui, prosegue Rossi, continuera’ a pregare tutte le mattine e a lavorare duramente, soprattutto al funzionamento dell’impianto da 1MW in modo da far generare profitti alla societa’ del proprio cliente.
Ma quanti seguono le imprese di Rossi non si sono dimenticati dei domestic E-Cat, ossia gli impianti da poter usare in casa. Rossi conferma che per ora non saranno messi ancora in vendita, e che ci vorra’ del tempo affinche’ cio’ si realizzi per molteplici motivi. In ogni caso,  lui procedera’ col suo lavoro di R&D, qualsiasi sia il risultato del report redatto dall’ormai famoso ITP (Indipendent Third Party).