Andrea Rossi su Fleischmann & Pons

F&P_3In occasione del 25° anniversario della famigerata conferenza stampa tenutasi presso la University of Utah in cui Fleischmann & Pons annunciarono la scoperta della fusione fredda (23 marzo 1989), in molti stanno facendo il punto della situazione per capire che direzione e che risultati hanno ottenuto le ricerche di fonti di energia alternative.
Uno dei naturali eredi dei due ricercatori americani, almeno in quanto a fama (nel bene e nel male) e’ considerato Andrea Rossi, che con l’invenzione del suo E-Cat intende fornire al mondo un reattore in grado di produrre energia economica, pulita e pressoche’ inesauribile.
E quindi a lui, in occasione della suddetta ricorrenza, un lettore del blog tenuto da Rossi sul Journal of Nuclear Phisics ha pensato di chiedere se avesse qualche dichiarazione da fare.
Considerato il tono scherzoso del lettore, inizialmente anche Andrea Rossi aveva dato una risposta spiritosa, ossia “sto invecchiando …“.
Ma poi il nostro inventore deve averci ripensato ed ha dedicato un secondo post per rispondere in maniera piu’ esaustiva alla domanda.
E infatti nella sua seconda risposta Rossi ammette che il commento del lettore merita una risposta piu’ articolata.
Quella conferenza, dice Rossi, ha generato due conseguenze: una positiva e una negativa.
Quella positiva e’ quella che ha ispirato e originato la ricerca in un nuovo campo della fisica.
Quella negativa e’ che ha influenzato negativamente i giudizi a causa di carenze nel lavoro sperimentale e a dichiarazioni fatte prematuramente.
Il lavoro di F&P, prosegue Rossi, non ha nulla a che vedere con quanto sta facendo lui oggi. L’elettrolisi e’ stata completamente abbandonata, cosi’ come l’uso di ossido di deuterio, essendo totalmente diversa la fonte dell’effetto.
O almeno, aggiunge Rossi in conclusione, per quanto riguarda il lavoro del suo team.

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