Fusione Fredda: un piccolo pezzo di storia

Oggi vi segnaliamo un articolo che reputiamo istruttivo e di piacevole lettura.

Il pezzo in questione e’ stato pubblicato sul sito Oilprice.com e l’autore e’ Chris Rhodes (professore di chimica, ricercatore e scrittore, che tra le altre cose e’ stato il piu’ giovane insegnante di chimica fisica in Inghilterra).

Il titolo,  “The Progress made in the Different Fields of Nuclear Fusion” (I progressi compiuti nei diversi campi della Fusione Nucleare),  anticipa il contenuto del testo che sostanzialmente verte sullo stato attuale della ricerca nel campo della fusione nucleare, calda e fredda.

La prima parte del testo e’ centrata sulla fusione calda, e la seconda si occupa invece di quella fredda, con ampi riferimenti all’invenzione di Rossi e Focardi.

Uno degli aspetti secondo noi piu’ interessanti dell’articolo e’ il ripercorrere da parte di Rhodes la storia della fusione fredda, menzionandone aspetti che probabilmente chi non se ne occupa di mestiere conosce poco.

Vi proponiamo quindi di leggere un estratto di quanto scritto da Rhodes (liberamente tradotto da Oilprice.com) .

“Mi ricordo bene il fenomeno della ‘fusione fredda’, come e’ stata nominata. E’ stato nel 1989, quando i Professori Stanley Pons e Martin Fleischmann affermarono che erano in grado di estrarre il 40% in piu’ di energia sotto forma di calore di quella che avevano immesso sotto forma di elettricita’ dentro una cella elettrochimica contenente ossido di deuterio (‘acqua pesante’). Suggerirono che i nuclei di deuterio avevano subito una fusione nucleare. Le potenziali implicazioni di cio’ erano sconcertanti: invece che cercare di simulare le altissime temperature di alcune centinaia di milioni di gradi necessari per superare le forti forze Coulombiane che tendono a mantenere due nuclei di carica positiva separati, come nella plasma-fusione calda, era possibile in qualche modo superare questa barriera con questo processo che avviene a temperatura ambiente.

Pons e Fleischmann vennero in gran parte liquidati come ciarlatani quando molti altri gruppi di ricercatori nel mondo non riuscirono a replicare i risultati e a confermare le loro asserzioni, che vennero pertanto respinte come infondate. Tuttavia, si noti nel seguito l’effetto che ha prodotto tale fenomeno, da quando e’ stato confermato da tanti laboratori molto credibili in tutto il mondo. Ricordo che ci furono alcune conseguenze piuttosto bizzarre trovate da altri ricercatori – ad esempio, un giovane uomo fu ucciso quando una cella a fusione fredda esplose mentre stava tentando di dimostrare il fenomeno con una ‘fusione in una provetta‘ come la stampa popolare la defini’.  Cosi’, fusione o meno, qualcosa di reale stava accadendo. Uno scienziato decano e campione in fusione fredda, il Dr Eugene Mallove, fu ucciso durante il furore, che al tempo istigo’ numerose teorie del complotto.

La questione non e’ mai sparita e mi ricordo di aver letto un articolo sul The Guardian o sul New Scientist (o su entrambe) sui risultati di uno scienziato degli U.S. che aveva dichiarato di aver dimostrato la fusione quando espose hexadeuteroacetone (che e’ C3D6O in contrasto con il piu’ comune C3H6O) agli ultrasuoni. Venne diffamato dalla comunita’ scientifica, e mi ricordo il dogma secondo cui la fusione fredda non esisteva e non poteva esistere in quanto non c’era una teoria che la spiegasse. Ciononostante, in Giappone un professore pare abbia dimostrato che se del gas deuterio viene fatto passare in un reattore contenente un composto di particelle di palladio-ossido di zirconio (Pd-ZrO2), si produce dell’Elio-4 (un segno sicuro di fusione?), la temperatura del reattore sale e il suo interno rimane caldo per 50 ore.”

A questo punto Rhodes, in qualita’ di scienziato, riporta alcune suo osservazioni per poi proseguire arrivando ai giorni nostri,  parlando ovviamente dell’E-Cat di Rossi e Focardi con le notizie ormai a noi note.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSA NE PENSI? Inserisci un commento qui sotto...

commenti

I commenti sono chiusi.