E-Cat: confermata l’assenza di radioattivita’

ecat_42Rossi nel promuovere la sua invenzione, l’E-Cat, ha piu’ volte ribadito l’importanza che lui da’ alla sicurezza nell’utilizzo del suo reattore.

Sicurezza sia per quanto riguarda il funzionamento del prodotto, che deve essere semplice da usare e non un pericolo per l’utilizzatore, sia per quanto riguarda la generazione di radioattivita’.

E Rossi in passato ha affermato piu’ volte che una delle caratteristiche piu’ rivoluzionarie ed importanti dell’E-Cat era proprio l’assenza di radioattivita’.

Poi negli ultimi tempi questo argomento e’ passato in secondo piano, messo in ombra dalle novita’ riguardanti la rivelazione del partner americano (la Industrial Heat) e i test indipendenti attualmente in corso.

Ma negli ultimi giorni sul blog che Rossi aggiorna con grande costanza sul Journal of Nuclear Physics le discussioni piu’ strettamente collegate all’ambiente e alla sicurezza stanno riprendendo piede.

E’ Steven Karels a ricordare a Rossi le sue affermazioni sull’assenza di emissioni radioattive dall’E-Cat, e chiede se cio’ e’ ancora vero. Dalla risposta di Rossi sembra proprio che possiamo dedurre di si (‘ti ricordi correttamente‘).

Un altro lettore, che si firma John L, collegandosi a quanto scritto recentemente sul riutilizzo delle centrali a carbone impiegando l’hot cat, chiede a Rossi il perche’ di un eventuale impegno nella risistemazione di queste centrali che di sicuro risultera’ essere oneroso. Rossi questa volta e’ un po’ piu’ loquace, e spiega che lui e le altre persone coinvolte nello sviluppo dell’E-Cat sono convinte che il mercato richiedera’ anche questo, oltre al fatto che la certificazione di sicurezza per gli E-Cat domestici non e’ ancora stata ottenuta. Quindi, prosegue Rossi, non si possono fare piani basandosi solo su supposizioni.

Sembrano quindi tutte confermate le aspettative che riponiamo nell’E-Cat per la produzione di energia pulita e sicura.
Ancora una volta, dovremo avere la pazienza di aspettare.

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