Fusione Fredda: l’E-Cat diventa ‘hot’

Dopo la fuga di notizie avvenuta nelle scorse settimane, ora Andrea Rossi parla apertamente dei nuovi progetti riguardanti il suo E-Cat, denominato ormai hot cat.

In attesa di vedere finalmente Rossi in carne ed ossa a Zurigo l’8 e il 9 settembre, e sentire direttamente da lui in cosa consistono queste novita’, cerchiamo comunque di farci un’idea sugli ultimi sviluppi. Grazie a quanto riportato da PESN e da E-Cat World (oltre alle risposte di Rossi stesso sul suo blog) alcuni dati sembrano gia’ emergere.

Prima di tutto parliamo di dimensioni. Rossi afferma che questo nuovo impianto funzionante ad alte temperature (se funzionante come ci si aspetta, sarebbe in grado di produrre un megawatt di energia) sara’ un contenitore dall’aspetto compatto e delle dimensioni di un barile.

Le potenzialita’ di questo nuovo ‘hot cat’ sembrano veramente interessanti, se si pensa che una singola piccola unita’ dal peso di poco piu’ di 4kg, sarebbe in grado di produrre fino a 1200° e oltre. Rossi inoltre sottolinea la stabilita’ del congegno.

Come dicevamo, Rossi rivela che la parte destinata a produrre calore nell’impianto da un megawatt sara’ molto piccola, un contenitore dalle sembianze di un barile, del diamentro di 1.2 metri.  Questo ‘barilotto’ verra’ riempito da 100 singoli ‘hot cat’, ognuno dei quali peserebbe circa 4.5 chili. Per ottenere il vapore ad alta temperatura dell’acqua verra’ fatta passare sopra le superfici interne ed esterne di ciascun modulo.  Per evitare dispersioni di calore, il ‘tamburo’ contenente i moduli sara’ ricoperto di materiale isolante.

Rossi dichiara inoltre che il primo impianto utilizzante questa tecnologia e’ in fase di realizzo, anche se al momento verra’ utilizzata esclusivamente per procedere con i test interni.

Vedremo dunque se al prossimo incontro di Zurigo il nostro Ingegnere portera’ dei dati aggiornati e verificabili sul funzionamento della sua nuova applicazione, fornendone magari anche qualche altra immagine se non addirittura dei filmati.

Se e’ vero quel che afferma Rossi, ormai la Leonardo Corporation sembra proprio lavorare a pieno ritmo, impiegando gia’ l’opera di 63 persone tra tecnici, consulenti, ingegneri e probabilmente altro ancora.

Ci troviamo quindi in dirittura d’arrivo e a breve potremo tutti beneficiare del funzionamento dell’E-Cat? Chi puo’ dirlo, per ora non ci resta che attendere settembre.

 

 

 

 

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