La Lockheed e il ‘Compact Fusion Project’

Il 2014 si sta concludendo in maniera piuttosto movimentata per quanto riguarda la ricerca nel campo energetico.
Un esempio e’ dato dalla pubblicazione del Lugano Report (la relazione che terze parti indipendenti hanno svolto sull’E-Cat di Andrea Rossi). Essendosi rivelato positivo e sicuramente molto interessante, sta attirando l’attenzione di molti e sicuramente aprira’ diverse strade.
Ma le novita’ non giungono solo da Rossi e dal suo Partner (la Industrial Heat).
Recentemente anche un gigante come la Lockheed Martin e’ tornata a far parlare di sé. L’azienda, che e’ la maggiore industria aerospaziale americana, ha la propria sede principale a Bethesda, nel Maryland, e si occupa di ricerca, progettazione, costruzione e sviluppo dei piu’ avanzati sistemi tecnologici.
La Lockheed, con un comunicato stampa, il 15 ottobre ha annunciato un importante passo avanti che potrebbe portare sul mercato dei loro nuovi reattori entro una decina d’anni.

Questi nuovi reattori su cui il team della Lockheed Martin Skunk Works® sta lavorando vengono definiti ‘compact fusion reactor (CFR)’, e, secondo l’azienda, potrebbero essere sviluppati ed arrivare sul mercato entro una decade. Al momento diverse richieste di brevetto sono in corso.
Tom McGuire, che guida il team della Skunk Works’ Revolutionary Technology Programs, afferma che questo nuovo prodotto combinerebbe diversi approcci alternativi di confinamento magnetico, prendendo da ognuno le parti migliori, offrendo una riduzione delle dimensioni del reattore del 90% rispetto ai precedenti concetti. Le ridotte dimensioni del CFR consentiranno di progettarlo, costruirlo e testarlo in meno di un anno.
In base alle loro dichiarazioni, il gruppo dovrebbe riuscire a produrre un prototipo in cinque anni, e in futuro potrebbero cercare dei partner che aiutino a sviluppare ulteriormente questa tecnologia.
Un articolo pubblicato nelle ultime ore da Daniel Clery sul sito ScienceInsider fornisce aggiornamenti sull’annuncio della Lockheed. Clery, che ha presenziato ad una conferenza stampa tenutasi a presso gli stabilimenti Lockheed di Palmdale, riferisce che Tom McGuire ha fornito maggiori dettagli sul ‘Compact fusion project’.
Sembrerebbe infatti che il motivo per cui un’azienda solitamente molto riservata come la Lockheed (e il reparto Skunk Works) abbiano reso pubblico il progetto sia proprio la ricerca di partner per portarlo avanti ed espandere il team. Dalle dichiarazioni di McGuire si evince che il progetto non sia ancora in una fase troppo avanzata, e quindi supponiamo che una partnership per incrementare competenze e finanze accelererebbe i lavori.
Di sicuro seguiremo l’evolversi della ricerca.

 

COSA NE PENSI? Inserisci un commento qui sotto...

commenti

I commenti sono chiusi.