L’E-Cat e i mass media

Rossi_79L’uscita del report redatto dall’ormai famoso Indipendent Third Party (ITP) dopo aver testato l’E-Cat sul lungo periodo ha ovviamente riacceso i riflettori su Andrea Rossi e il suo reattore. E, come da programma, e’ ripreso piu’ vivace che mai lo scontro tra detrattori e sostenitori dell’invenzione di Rossi.
La notizia non ha avuto grande risonanza sui mezzi di informazione canonici, anche se qualcuno l’ha menzionato.
Ad esempio il canale neozelandese New Zealand TV ne ha parlato intervistando il Professor Allan Blackman della Auckland University of Technology. L’intervista a dire il vero non e’ stata molto obiettiva, essendo Blackman molto scettico nei confronti dell’attivita’ di Rossi.
Blackman nel corso dell’intervista ha paragonato quanto fatto da Rossi alla storia di Fleischmann e Pons avvenuta 25 anni fa, aggiungendo di ritenere piuttosto improbabile che si possa ottenere fusione a temperatura ambiente.
In aggiunta al non molto lusinghiero contenuto dell’intervista (nonostante i risultati positivi dei test dell’ITP), e’ stata anche detta una menzogna, sostenendo che Rossi stia gia’ intascando dei soldi su ordini fatti da clienti online.
Per chi fosse interessato, e’ possibile trovare l’intervista completa qui:
http://www.3news.co.nz/world/scientist-claims-to-have-mastered-cold-fusion-2014101510

Un altro tono invece e’ stato assunto nell’intervista che John Maguire di Q-Universe ha fatto a Rossi e pubblicata su Cold Fusion Now.
Maguire ha cercato in tutti i modi di ottenere da Rossi maggiori dettagli sull’E-Cat, ma senza molto successo. Rossi infatti non si e’ sbottonato molto ne’ sull’esito del test condotto dall’ITP, ne’ sulle novita’ riguardanti l’E-Cat, dicendo che al momento la sua unica preoccupazione e’ concentrarsi sul funzionamento dell’impianto da 1MW.
Tuttavia una piccola precisazione viene fatta nel corso dell’intervista. Rossi infatti dice che secondo lui il COP del reattore era probabilmente piu’ alto di quanto trascritto nella relazione, poiche’, a suo parere, i tester son stati molto prudenti nei calcoli.
Parlando invece dell’impianto da 1MW Rossi rivela che l’impianto e’ continuamente sotto carico, e che ora e’ in funzione un sofisticatissimo sistema di controllo e, aggiunge, praticamente ora a far funzionare l’impianto e’ un ‘robot’.
Rossi conferma nell’intervista quanto gia’ aveva detto sul suo blog, ossia che ritiene ci vorra’ circa un anno prima di riuscire ad ottenere i risultati programmati e produrre un funzionamento continuo per 350 giorni all’anno.
Al momento sembra comunque che non seguiranno molte altre interviste ne’ conferenze stampa, e come Rossi stesso comunica tramite il suo blog (sul Journal of Nuclear Physics) al momento non puo’ fornire alcuna informazione aggiuntiva, in positivo o in negativo, sia sull’impianto e il lavoro di R&D correlato, che sul Report appena pubblicato.

 

 

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